Aumentano Le Contestazioni Nel Mondo Della Telefonia: Gli Operatori Perdono Spesso Le Cause

Ritardi nell’attivazione di determinati servizi, i costi di recesso che continuano ad essere applicati (in quest’altro articolo vi abbiamo già mostrato come essi invece siano già stati aboliti per legge da diversi anni) e gli errori rilevati in fatture, sono le questioni maggiormente discusse nelle contestazioni e cause giudiziarie tra operatori di telefonia fissa e mobile ed i loro consumatori.

Continuano poi purtroppo le truffe sui contratti stipulati a distanzada parte degli impiegati di alcune compagnie telefoniche o di società di servizi che lavorano per loro (anche se nello specifico sono diminuite le controversie per l’attivazione di servizi non richiesti). Vi ricordiamo in maniera esplicita che la normativa vigente specifica chiaramente che il cliente non può assolutamente essere vincolato da quello che ha detto durante una telefonata, seppur registrata, ma un contratto diventa valido solo tramite una conferma scritta (il contratto va insomma firmato e rispedito per poter entrare in vigore tra le parti): alcuni operatori telefonici però continuano a non rispettare queste semplici regole… o si affidano a società con call center delocalizzati all’estero, con conseguenti inevitabili difficoltà di comunicazione e gestione del cliente.

Il bilancio insomma non è affatto positivo, considerando le 90.000 contestazioni avutesi nel 2013, che sono diventate già oltre 100.000 nei primi 10 mesi del 2014. Se si pensa poi che la maggioranza delle persone evita di fare rumore in errori o disservizi spiacevoli quando la cifra in questione è piuttosto bassa, la situazione diventa al limite del disastro.

Questi tristi dati sono certificati dal Corecom (Comitati regionali per le comunicazioni), che lavora su delega dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), per quanto riguarda in particolare i tentativi di conciliazione e le richieste d’intervento urgenti, come le richieste di attivazione o riattivazione di linee telefoniche e di servizi di pay tv. D’altronde oggi aprire una controversia è diventato semplice ed alla portata di tutti. Per aprire una procedura di conciliazione, basta infatti inviare una raccomanda con ricevuta di ritorno, oppure un fax o un’email da posta elettronica certificata ai Corecom regionali. L’intera procedura è poi assolutamente gratuita.

L’utente può far rispettare i propri diritti anche ricorrendo direttamente all’Agcom, tramite il modello D, uno strumento appositamente messo a disposizione dei consumatori per denunciare le violazioni della normativa vigente da parte degli operatori telefonici e delle televisioni a pagamento, secondo un procedimento che comincia da una fase pre istruttoria, nella quale il ricorrente viene chiamato a raccontare la vicenda ed a fornire tutta la documentazione utile all’accoglimento della sua richiesta.

A proposito di dati, scopriamo che quasi 2/3 delle cause sono vinte dai consumatori, e queste costano in indennizzi oltre 25 milioni di euro all’anno alle compagnie telefoniche.

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